Si chiude ufficialmente l’esperienza di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. Dopo due stagioni intense, uno scudetto e una Supercoppa Italiana, il tecnico salentino ha deciso di interrompere il rapporto con un anno d’anticipo rispetto alla scadenza naturale del 2027.
Una scelta maturata, non una rottura, Conte avrebbe rinunciato ai circa 7-8 milioni di euro residui del contratto per voltare pagina. Non si tratta di un addio polemico: il rapporto con Aurelio De Laurentiis resta fondato su rispetto reciproco, ma segnato da visioni diverse su programmazione e gestione.
La decisione sarebbe arrivata dopo una riflessione “profonda e dolorosa”, legata più al clima ambientale che a questioni tecniche o economiche.
Conte arrivato nell’estate 2024, ha riportato il tricolore sotto il Vesuvio e alzato anche la Supercoppa Italiana. L’ultima partita, vinta 1-0 contro l’Udinese il 24 maggio 2026, ha chiuso la stagione e il suo ciclo.
Il progetto era stato condiviso fino a pochi mesi fa. A gennaio 2026 si parlava addirittura di prolungamento fino al 2029. Poi qualcosa si è spezzato. Le fonti parlano di un distacco “consapevole” più che di una lite: da una parte la linea imprenditoriale di De Laurentiis, dall’altra l’orgoglio di Conte, che dopo aver vinto si aspettava “conferma e fiducia incondizionata”.
Ora manca solo l’ufficialità, ma l’addio è ormai certo. De Laurentiis non farà “barricate”: nessuna guerra fredda, solo la presa d’atto che un ciclo è finito. Il Napoli saluta così “il suo uomo simbolo”, che in due anni ha ridato al club una mentalità vincente.
La piazza, intanto, si interroga sul futuro: chi dopo Conte per l’anno del centenario?
A cura di F. Angelillo
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