Si ferma al Maradona il cammino europeo del Napoli, battuto 3-2 dal Chelsea e fuori dalla Champions League. Agli azzurri non basta una prestazione di grande orgoglio: la squadra di Antonio Conte, dopo aver sfiorato il 19esimo posto al termine del primo tempo quando era in vantaggio per 2 a 1, manca l’aggancio alla 24ª posizione utile per i playoff e scivola con la sconfitta fino al 30° posto finale. Decisivo il jolly giocato dai Blues nel momento più delicato: Joao Pedro, entrato nella ripresa, firma la rimonta e spegne il sogno partenopeo.
Il verdetto matura anche sugli altri campi. Le vittorie di Bodo Glimt, Club Brugge, Olympiacos e Benfica, insieme al pareggio del Monaco, finiscono per togliere ossigeno e speranze al Napoli quando il risultato era ancora in equilibrio sul 2-2. In quel momento era già chiaro che sarebbe servita un’impresa quasi impossibile. Il vero rimpianto resta però il turno precedente, con la qualificazione gettata via nel pareggio beffa contro il Copenaghen, all’interno di un percorso europeo troppo incerto. Il successo del Chelsea favorisce anche Sporting Lisbona, vittorioso a Bilbao, e costa all’Inter l’accesso diretto agli ottavi.
Eppure il Napoli scende in campo con tutto ciò che ha: orgoglio, coraggio, personalità e qualità. Il rigore subito dopo appena un quarto d’ora rischia di essere un colpo durissimo, arrivato su un tocco di braccio beffardo di Juan Jesus e con Meret che aveva persino intuito la traiettoria. Andare sotto in una gara da dentro o fuori, con poche alternative dalla panchina, pesa come un macigno.
Ma gli azzurri non crollano. Assorbono il colpo e reagiscono con carattere, approfittando anche del progressivo arretramento dei londinesi. Di Lorenzo trascina i suoi con strappi e inserimenti continui, mentre Vergara illumina il Maradona: ruleta secca a mandare fuori tempo la difesa inglese e diagonale preciso sul palo lontano per il pareggio. Un gol di rara bellezza.
Il Napoli non si accontenta. Stringe i denti, gioca con lucidità e colpisce ancora: Olivera sfonda a sinistra e mette al centro, Hojlund sbuca alle spalle dei difensori e firma il 2-1 tra il boato dello stadio. Vantaggio meritato.
Nella ripresa la squadra di Conte prova a gestire, palleggia e controlla senza soffrire troppo, ma viene punita dalla classe di Joao Pedro. Su assist di Cole Palmer, entrato dalla panchina, l’attaccante del Chelsea trova l’incrocio con un sinistro da fuori area per il 2-2. È la svolta. A una decina di minuti dalla fine è ancora lui a colpire, completando la rimonta con il gol del 3-2 che condanna gli azzurri oltre i loro demeriti.
Nel recupero Lukaku va vicino al pareggio di testa su cross di Di Lorenzo, ma Sanchez salva il Chelsea e chiude definitivamente i conti. Al triplice fischio, nonostante l’eliminazione, il Maradona applaude il Napoli: una squadra che ha dato tutto, anima e cuore. Contro un Chelsea più profondo e con maggiori ricambi, però, oltre al cuore sarebbero servite anche gambe fresche. E in questo momento, il Napoli non le ha.